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Casa del Rigoletto a Mantova

casa del Rigoletto Mantova

La casa del Rigoletto è una caratteristica abitazione quattrocentesca, che ospita l' ufficio del turismo e nella quale spesso vengono realizzate esposizioni d'arte e si trova in piazza Sordello, dietro Il Duomo e vicino a Palazzo Ducale, proseguendo in direzione del Castello di San Giorgio .

Nel piccolo giardinetto spicca la statua in bronzo di Rigoletto, posizionata lì nel 1978, realizzata da Aldo Falchi, un noto scultore.

L'opera del Rigoletto è ambientata in alcune strutture realmente esistenti di Mantova, oltre alla casa, il palazzo Ducale e la Rocca di Sparafucile. Questo porta a fondere la leggenda con la realtà, tanto che alcuni turisti e talvolta anche i mantovani confusi si domandano: "ma il Rigoletto è realmente esistito?"

Il Rigoletto, un opera di Giuseppe Verdi che narra delle vicende del buffone di corte, un dramma ambientato a Mantova, presso la Corte di Palazzo Ducale, la storia di un padre che piange l'amore tradito della figlia per un duca donnaiolo e edonista.

La tragedia si divide in 3 atti, segue una sintesi.

Al Palazzo Ducale di Mantova viene organizzata una festa e Il buffone di corte intrattiene i cortigiani narrando storie. In uno dei suoi racconti si burla della gelosia della moglie del duca - un donnaiolo che si vanta dei numerosi amori con molte donne - ma viene a sua volta reso oggetto dei pettegolezzi dei cortigiani dal cavaliere Marullo, che afferma l'idea che il gobbo abbia un'amante, in realtà si tratta di Gilda, la figlia del buffone, che ignora il nome del padre, molto protettivo nei confronti della ragazza raccomanda alla cameriera Giovanna di vegliare su di lei.

Il duca scopre la segreta parentela tra i due e inizia a seguirla, fingendo di essere un suo ammiratore e le dichiara il suo amore per conquistarla.

Gilda viene rapita dai cortigiani che la portano al duca che si fa avanti per incontrarla. Si appartano quindi e Rigoletto consapevole di tutto cerca disperato di interrompere l'atto amoroso tra i due ma viene bloccato dagli altri cortigiani.

Alla fine restano soli Gilda e Rigoletto che le spiega la vera indole del giovane duca e promette vendetta per quell'atto oltraggioso.

Rigoletto decide quindi di assoldare un sicario per uccidere il duca, incontra in una locanda in cui è presente anche il duca, Sparafucile, un noto sicario da cui prende il nome anche la famosa Rocca situata nei pressi del lago di Mezzo di Mantova, un avamposto posto all'inizio del Ponte di San Giorgio, ingresso principale alla città.

Lasciando la locanda Rigoletto invita Gilda a osservare di nascosto il comportamento del duca ormai ubriaco nella locanda, che nel frattempo sta intrattenendo Maddalena, sorella di Sparafucile e anche prostituta con schermaglie amorose.

Maddalena si innamora però del giovane e consapevole dell'omicidio che deve essere attuato a suo discapito decide di salvarlo, chiede quindi con insistenza a Sparafucile di risparmiarlo.

Il sicario stanco delle continue richieste di Maddalena le promette di eliminare chiunque bussi alla sua porta per consegnare il cadavere al posto di quello del duca, consapevole comunque che nessuno si sarebbe avvicinato a quell'ora a bussare alla porta.

Tuttavia Gilda che in quel momento stava assistendo di nascosto alla discussione tra i due, innamorata a tal punto decide di sacrificarsi al posto dell'amato duca, vestendosi come un mendicante bussa alla posta di Sparafucile, costringendolo quindi a rispettare l'assurda promessa fatta alla sorella. Viene quindi accoltellata e rinchiusa in un sacco per essere consegnata all'ignaro Rigoletto

A mezzanotte, il buffone incontra il sicario e avviene lo scambio tra i due: l'altra metà del prezzo pattuito per l'omicidio e la consegna del cadavere.

Prima di gettare il cadavere nel lago Rigoletto si accorge con sgomento che in realtà si tratta della figlia Gilda che, in fin di vita, gli confessa il suo sacrificio e chiede perdono al padre per la sofferenza che gli arrecherà la sua morte prematura.

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